SPUNTI SULLA MIA PROFESSIONE

Da amante e gaudente della natura, allo stesso modo in cui quando si cammina in montagna (incommensurabile regalo che Dio ci ha fatto) per arrivare in cima, il cammino che mi ha portato a chiedere di entrare nell’O.F.S. è stato e continua ad essere colmo di ogni sorta di asperità ma anche di gioia quando si ritrova il sentiero smarrito.

Tanti sono stati i dubbi, le perplessità e le angosce che mi hanno accompagnato in questo percorso, come il non sentirsi degni di far parte di quest'ordine e il sentirsi caricato di pesi e di responsabilità difficilmente portabili e sopportabili. La consapevolezza della mia fragilità mi ha posto costantemente davanti la domanda: "Ce la posso fare?".

Il lungo periodo di discernimento, iniziato già in Sicilia nel periodo adolescenziale con grandi momenti di crisi tipici di quel periodo, è proseguito prima a Roma con un cammino guidato dai Gesuiti all'interno della Cappella dell'Università “la Sapienza" e poi con l'avvicinamento al mondo francescano nella realtà di San Bonaventura al Palatino.

La conclusione a cui sono arrivato è che la domanda "Ce la posso fare ad imitare Francesco?" forse ha poco senso. È come dire: "Ce la posso fare ad essere cristiano?". Il cammino di santità è un percorso di amore e di grazia e non uno di perfezione nell'accezione cui siamo abituati, che in realtà nasconde un meccanismo di controllo delle proprie insicurezze. L'idea di perfezione che Dio ha pensato per noi è l'immagine del suo Figlio unigenito, che ci ha amati infinitamente assumendo in sé la fragilità dell'uomo, facendo diventare testata d'angolo la pietra scartata dai costruttori. Dato che Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, necessariamente lo ha anche creato capace di santità.

Un aiuto concreto alla realizzazione della mia vocazione è la fraternità di San Bonaventura al Palatino, in cui mi appresto a professare. Ringrazio tantissimo questi fratelli per tutto quello che mi hanno dato e per le loro “coccole ". Adesso tocca a me coccolarli e "tenere in grembo" altri fratelli e sorelle che il Signore vorrà farmi incontrare nel sentiero che, giorno dopo giorno, mi traccia in modo sempre più chiaro ed evidente.

 

 

Pace e bene, Rosario Agnello.